Il segnale lanciato sabato è un
segnale forte, che dimostra come, nonostante l’oscuramento dei media e tutte le
difficoltà, la nostra presenza nel Paese
sia significativa e con essa possa crescere l’opposizione sociale al governo
Monti, una opposizione che parte dalla difesa dell’art.18.lunedì 14 maggio 2012
Dopo la manifestazione di sabato 12 maggio.
Il segnale lanciato sabato è un
segnale forte, che dimostra come, nonostante l’oscuramento dei media e tutte le
difficoltà, la nostra presenza nel Paese
sia significativa e con essa possa crescere l’opposizione sociale al governo
Monti, una opposizione che parte dalla difesa dell’art.18.lunedì 30 aprile 2012
Oggi come ieri c'è bisogno dell' unità dei lavoratori per riconquistare i nostri diritti.
In questo momento difficile non c'è altra strada che la solidarietà nella lotta.
Per ribadire con forza la parola d’ordine dello sciopero generale invitiamo tutti i lavoratori e gli studenti alla manifestazione di sabato 12 maggio a Roma indetta da Rifondazione e dalla FdS un appuntamento importante che può segnare una inversione di tendenza.
martedì 24 aprile 2012
Nel 67° anniversario della Liberazione
l’ indignazione dei tanti vicentini che si sono opposti in questi anni alla costruzione della base.
giovedì 12 aprile 2012
Sulla riforma del mercato del lavoro

Mentre in Parlamento è iniziata la discussione del disegno di legge del governo sulla riforma del mercato del lavoro, continua nel Paese ed anche a Vicenza la mobilitazione dei lavoratori contro la manomissione dell’art.18.
Dopo lo sciopero di mercoledì scorso con il blocco della tangenziale nella zona industriale della città, ieri sono stati i metalmeccanici delle fabbriche dell'area ovest della provincia a scioperare e a manifestare lungo la strada regionale 11, ad Alte Ceccato, all'altezza della "rotatoria del cavallo".
Lavoratori, già pesantemente colpiti dalla riforma delle pensioni, che scioperano e manifestano per far sentire le loro ragioni ai passanti, ai giornalisti presenti, all’opinione pubblica, ritenendo che le loro ragioni non siano solo le loro, ma tocchino questioni di interesse generale.
E’ importante che cresca il consenso verso questa mobilitazione e che venga espressa una posizione chiara su quel che sta avvenendo.
Dato che lo stesso Presidente del consiglio Monti, ha definito «evento estremo e improbabile» il reintegro del lavoratore licenziato ingiustamente, non trovano giustificazione alcuna le incertezze di giudizio sul testo della riforma.E' chiaro che in base a quel testo i licenziamenti illegittimi d’ora in poi prevedono soltanto un indennizzo economico.
Vi sono oltrettutto possibilità che in Parlamento venga ulteriormente peggiorato come vorrebbero il PDL e la Confindustria con modifiche alle norme sulla flessibilità in entrata, mentre il PD dichiara che è necessario fare presto, sdoganando di fatto la partita.
La Fiom ha ribadito che per i metalmeccanici l’art. 18 è un punto irrinunciabile di civiltà, nella formulazione data fin dal 1970 e preannuncia altre iniziative di mobilitazione della categoria.
Ci sembra importante che non rimangano soli.
martedì 3 aprile 2012
La manifestazione di sabato 31 a Milano.
La manifestazione di sabato 31 Marzo a Milano indetta dal Comitato No debito è andata molto bene.
30.000 persone in piazza che manifestavano per la prima volta chiaramente e senza ambiguità contro il Governo Monti, voluto da Napolitano, ed il dominio delle banche. Una folla determinata, che in una manifestazione svolta in modo intelligente, è riuscita a mettere in discussio
ne il totem del debito, moderno idolo di oggi, condizione esistenziale imposta dalla politica ed in base alla quale tutto deve essere sacrificato (diritti, tutele, prospettive personali e collettive).
Noi siamo partiti con i pullman insieme all’USB, che era molto presente in tutto il corteo partito da Piazza Medaglie d’oro e giunto in Piazza Affari,
sede della Borsa.
Oltre al Comitato No debito che apriva il corteo, c’erano i No Tav con una folta rappresentanza e poi, altri sindacati di base come la Cub, i ferrovieri di “Ancora in marcia”, lavoratori autoconvocati, gruppi di precari, anche molti immigrati, e poi la galassia di partiti e vari soggetti comunisti (i trotzkisti PCL, PdaC, Sinistra Critica, ed anche molte altre sigle).
Totalmente assente Sinistra e Libertà, un fatto che si commenta da solo.
Il partito era presente con un suo spezzone, al termine del corteo ha anche parlato Ferrero, oltre a Cremaschi, Perino dei No Tav ed altri. Ma l’impressione generale tra i compagni presenti è che si doveva fare ancora di più.
La manifestazione di sabato, infatti, è stata importante perchè ha riaperto uno spazio ed una prospettiva, e l'essere arrivati tutti insieme davanti alla Borsa dimostra la voglia di molti di riappropriarsi della democrazia che questo governo dei professori ci vuole togliere.
E’ servita a dimostrare nei fatti che vi è una opposizione politica e sociale nel Paese, composta da esperienze e sensibilità che sono diverse, ma che sono state in grado di unirsi in quella occasione importante, cogliendone tutti il significato.
Non era scontato che la manifestazione fosse così partecipata, perché l’azione devastante che sta compiendo il governo Monti, ha l’avallo di entrambi i poli (di centrodestra e di centrosinistra), l’appoggio dei media, e gli stessi vertici della Cgil stanno dimostrando molta timidezza persino nella difesa dell’art.18. Ma la giornata di sabato dimostra che nonostante la forte azione tesa a frammentare i lavoratori ed a normalizzare le lotte, le potenzialità ci sono ancora perché possa crescere alla base della società una opposizione plurale ed efficace.
Ora, più che mai, è necessario unirsi nella lotta a partire dai luoghi di lavoro, dalle scuole, dai territori.



